DEMOS-ABASTE

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PERCORSO DEMOS-ABASTE

da: Ottati (loc. Rifugio Panormo) a: Sant’Arsenio (loc. Monte Carmelo)

22 Km

La strada forestale, alla sinistra del Rifugio Panormo, muove piacevolmente all’interno della faggeta. Se si parte di buon mattino, sarà possibile osservare gli effetti di luce del sole basso mattutino tra i rami e le foglie dei faggi vetusti. Il percorso procede tranquillo tra la vegetazione che ricopre l’intero versante sud del complesso montuoso degli Alburni, l’area forestale più importante per estensione e biodiversità, assieme ai monti del complesso Cervati-Gelbison, dell’intero Parco Nazionale.

Attenzione alle deviazioni del percorso, perché l’area è caratterizzata da un fitto reticolo di strade forestali all’interno del quale non è difficile confondersi, complice anche un paesaggio omogeneo e ripetuto. Arrivati al rifugio forestale di Ottati si devia a sinistra per proseguire verso Il Filgliolo, uno spuntone di roccia che svetta maestoso a lambire le nuvole. Il tracciato si inerpica lungo una leggera salita che attraversa radure, boschi cedui di faggio e si porta a ridosso dei bastioni rocciosi. A questo punto, vale la pena scendere da cavallo e affacciarsi sulla vallata. Il paesaggio che si presenta è magnifico. I paesi di Petina e Sicignano degli Alburni, visti dall’alto, sembrano gli ultimi avamposti di un periodo arcaico dove l’uomo era in perenne lotta con la natura.

Si riprende la strada forestale che porta fino ai pascoli del Casone dell’Aresta, dove è presente anche l’osservatorio astronomico. La zona è ricca di bovini e cavalli al pascolo che vivono allo stato brado. La presenza di un abbeveratoio e la tranquillità del luogo rende questo posto adatto ad una pausa per rifocillarsi. Si riprende il percorso e si segue la mulattiera. In alcuni tratti il tracciato diventa una pista marcata dagli animali, ma con l’aiuto delle specifiche segnalazioni sugli alberi e della traccia GPS non è difficile mantenere la rotta.

I faggi si alternano a piccole radure, ma questi alberi e le comunità animali che lo frequentano domina il paesaggio. Senza incontrare particolari difficoltà si arriva in un’ampia radura, ultimo tratto che porta al punto tappa del Monte Carmelo.

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